v Instabile come un piccione su una grondaia schiodata.

( giovedì, 15 maggio 2008; 23:55 )

rockstareCome gli Stones dei primi tempi.
Non bello, non dannato, non particolare nè incazzato.
Ribelle.
I veri ribelli, avete presente? Ma quelli seri. Quelli che li guardi e ti viene da dire:< Però, cazzo. Cosa non darei per far parte del suo giro.>
Ecco.
Parentesi.
Parentesi bellica.
Una parentesi bellica che mi ha fatto spalancare gli occhi e dire:< Però.>
Però. Però sono belli che andati i tempi in cui lo si vedeva alla premiere di Zumanity, truccato, e abbracciato al cugino più impellicciato e stravagante che vi potesse capitare.
Ed ora, quo vadis, baby?
Dove vai, baby, così di buona lena, a cavallo di una moto così potente, color grigio perla, il grigio del cielo in tempesta?
Cosa è rimasto a me di quei tempi?
Un tatuaggio. Fatto forse quando era già la fine.
Una serie di discussioni.
Una gran voglia di andare a Maracanà.
E un pacchetto mezzo vuoto di marlboro light, da fumare mentre seguo con la testa il ritmo di 'Like a Rolling Stone' di Bob Dylan, riesumata apposta per questa riflessione.
Ma sono stufa di riflettere.
Sono stufa dei 'secondo me'.
Non parlo più.
In silenzio.
Me ne sto in silenzio, e ascolto.
Magari vi lascio una canzone, che possiate fare lo stesso.
E nel frattempo, vi posto il blend di Perpetua, che resta comunque, sempre, più brava di me con photoshop.
Con lo sguardo rock, e le sue bellissime modifiche alle fotografie.
Ma, d'altronde, Perpetua studia fotografia.
And so, how does it feel?
Comunque, per quanto Bob Dylan sia e resti uno dei pochi filosofi dell'era postmoderna, il mio primato va ancora ai Joy Division.
Mai tante emozioni furono dentro un solo giro di note alla tastiera.
Mai un 'love will tear us apart, again' ha mai racchiuso tante ore di veglia, tanti significati, tante parole non dette.
Una canzone dolceamara.
Triste, quanto felice.
Una contraddizione lunga in 3.28 minuti.
Un ossimoro vivente.
Come te, amore mio.


Shego; ho visto cose, problemi esistenziali, general hospital, lo zahir; mi commenti o no?




( giovedì, 15 maggio 2008; 04:56 )

BRANDYYYYYMYLOV

mycocaine3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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COCAINE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

my cocaine 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perpetua.
< Merì, dormi?>
< No. Faccio sfondi co' photoshop per le Vagabonde.>
< Ahahahahahah.>
< Non sto scherzando.>
*silenzio*
< E il soggetto?>
< Te lo dico o indovini?>
< Mah.>
*silenzio*
< E quanti ne hai fatti?>
< Quattro o cinque. Brandy, siccome cambia il soggetto, ha anche quello personalizzato.>
< Ahahahah. Ma dai. Non ci credo manco se lo vedo.>
... Mò lo vedi?

*aggiornamento di quattro minuti dopo*

< Merì, ho capito. Sei scema. Devo ricoverarti.>
< Mh.>
< Ma sta frase mortuaria?>
< Quale frase mortuaria?>
< And I called your name, my cocaine.>

A questo proposito, facciamoci tutti una cultura sulla musica andandoci a cercare la canzone su youtube.
Perchè lo sappiate, questa è l'unica canzone che la Vostra canta ai poster del disperso sopravvissuta indenne e immutata per quattro anni.

Liquido-Narcotic
So you face it with a smile
There is no need to cry
For a trifle's more than this

Will you still recall my name
And the month it all began
Will you release me with a kiss

Have I tried to draw the veil
If I have - how could I fail?
Did I fear the consequence

... dazed by carelss words
Cosy in my mind

Chorus: I don't mind
I think so
I will let you go

Now you shaped that liquid wax
Fit it out with crater cracks
Sweet devotion- my delight

Oh, you're such a pretty one
And the naked thrills of flesh and skin
Would tease me through the night
"Now i hate to leave you bare
If you need me I'll be there
Don't you ever let me down"

..dazed by careless words
Cosy in my mind

And I touched your face
Narcotic mind from lazed Mary-Jane

And I called your name
Like an addicted to cocaine calls for the stuff he'd rather blame

And I touched your face
Narcotic mind from lazed Mary-Jane

And I called your name
My cocain


Ah. Per di più, ho anche fatto la bambolina di me, Jo e Orlando. Ammirate la pazienza. C'ho anche più da aggiungerci Brandy, Cee, Andy, Nar e Laws ma al momento Laws è calvo, Brandy non ha le cosce, Cecy è pettinata come Moira Orfei, ad Andy manca un braccio e il naso e Nar è completamente nuda.
Quindi, per risparmiarvi la visuale dei vagabondi tornati da una vacanza a Chernobyll, mi riprometto di completarli quanto prima.

doll-image

 

 

 

 

 

 

 

 


Shego; ho visto cose, general hospital, foglie di tè verde, lo zahir; mi commenti (9) o no?




( mercoledì, 14 maggio 2008; 05:59 )

Ok.
Houston, abbiamo un problema.
Ipotizziamo eventuali soluzioni alla domanda del 2008, facciamolo pure a piede libero, il blog è mio e ci scrivo anche i paramenti della critica del taglio di capelli di Heather Parisi, se mi girano così, ergo.
La domanda in questione è, duepunti,
dov'è?

Personalmente, non avendoci tendenzialmente una mazza da fare, ho pensato a possibili risposte al quesito di cui sopra.
Ossia.
1. L'hanno rapito gli alieni. Posso perorare quest'ipotesi facendovi presente che gli occhiali da sole, ormai assodati habituèè del suo armadio, non possono essere un oggetto creato dall'industria ottica di questo pianeta. Quindi, forse il capo della guardia reale di Uranio rivuole indietro le sue lenti.
2. Mentre viaggiava beato cantando una vecchia gloria dei Beach Boys sulla sua discutibile moto, è caduto in un fosso. Posso perorare quest'ipotesi sostenendo che ci sono prove mediche che il soggetto in questione è incapace finanche di camminare, quindi a nessuno che lo tenesse un minimo presente, sospetto inclusi i suoi congiunti, è parsa una grande idea quella di diventare il fortunato possessore di una moto di cilindrata 1200.
3. Ha capito che l'ascetismo e la castità erano la sua strada, quindi per purificarsi ha prima attraversato il Pacifico a nuoto, indi si è fatto curare le ferite inferte dagli squali da un'allegra concubina residente a Macao. Laonde io sia la concubina residente a Macao. Ma siccome sono qua, non posso essere anche là. (Bòni. Ci sto ancora lavorando sui fenomeni di bilocazione. Per il momento, riesco solo a spegnere gli elettrodomestici col pensiero.)
4. E' a casa della Jo a meditare insieme ai sei gatti della strada dabbasso, e quest'ultima, trovandolo chino a novanta in cortile a conversare con un felino scorbutico, ha ritenuto opportuno chiamare la Neuro prima di chiamare noi. Se così fosse, non potremmo avere rimostranze sulla gestione del fatto.
5. Ha deciso di sposare la causa del salvataggio globale in maniera totale, e per la salvaguardia dell'Amazzonia si è fatto incatenare nudo a un albero nelle foreste pluviali della Patagonia inferiore. Mossa per nulla furba. A meno che la violenza carnale non fosse contemplata nei suoi intenti.
6. Ha chiuso a chiave tutta la casa, ha lasciato la chiave sul tavolo in giardino, dopodichè è rientrato dalla porta secondaria del cucinino, ricordandosi troppo tardi che la porta secondaria del cucinino si apre solo dall'esterno. Siccome a casa sua il cellulare non prende, non può chiamare aiuto. Siccome è un pò impedito, non ha il computer e non può mandare mail. Siccome ha insistito a costruire casa nell'unica collina di Los Angeles prospicente solo casa del Padreterno, pure se urla nessuno lo sente. E lì ci attacchiamo al cazzo.
7. Ha deciso di aiutare concretamente Sebastian a combattere il surriscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai, teoria secondo la quale la terra potrebbe venire sommersa tra un centinaio d'anni. Quindi, sono tutti e due in un atollo del polo Nord col secchiello in mano a cercare di abbassare a mani nude il livello dell'acqua dell'oceano. Improbabile, direte voi. Conoscendo il soggetto non saprei, risponderei io.
8. E' scivolato e ha battuto la testa mentre era in gita nei pressi di un convento del Tennessee, e quando è rinvenuto, preso a ceffoni da un prete, causa totale perdita della memoria si è convinto di essere un monaco rogazionista. Ora è nell'oratorio a giocare a ramino con i confratelli, pettinato come Don Matteo. "Padre, a chi tocca dare le carte?"

Ok. Ho esaurito la fantasia.
E, soprattutto, ho sonno.
E, soprattutto, ho sonno perchè sono di nuovo rincasata a un'ora improbabile, inquanto Perpetua mi ha di nuovo invitato fuori, inquanto le serviva il secondo per il torneo di Tarantella. Non vi agitate. E' la pura verità. Purtroppo.
Però, nel frattempo, col suo -discutibile- genio informatico, la cara Perpetua mi ha anche partorito una fantastica firma.
sleptwithamaniac


Shego; ho visto cose, storie di vita vissuta, problemi esistenziali, lo zahir; mi commenti (5) o no?




( lunedì, 12 maggio 2008; 02:22 )

Vi ammazzerete per capire il titolo di questo post.
Beh. In tempi non sospetti la vostra parlava in elfico, litigava in elfico, pensava in elfico, soffriva, rideva, piangeva e starnutiva in elfico.
Precisamente, da un giorno in cui il Signore degli Anelli prese vita sullo schermo, e lei si chinò a baciare la terra del multisala Arcobaleno giurando davanti a Dio, ai Nove e all'anima di Tolkien che sarebbe diventata una sceneggiatrice.
In effetti, Orlando Bloom è un incidente di percorso.
A undici anni ce lo volevo da Elijah Wood ma, cosa ben più importante, mi sarei inchinata ai piedi di tutti gli attori, gli sceneggiatori, gli stuntman e i tecnici che avevano lavorato in quel film.
L'unico poster che resiste di quell'epoca è un immagine di Peter Jackson, da me affettuosamente soprannominato PJ, che sorride orgoglioso tra Philippa Boyens e Fran Walsh.
Non esiste nulla di più potente al mondo, per me, che la magia di quegli anni.
Il periodo in cui la mia vita è andata a finire nel fiume Anduril, veleggiando tra sogno e realtà nella Terra di Mezzo, è stato a ragion veduta il più felice delle mie primavere.
Prima che partisse tutta questa avemaria di Orlando, del quale sono sinceramente stufa, c'era un periodo che per me era di una serenità immensa.
E Orlando ne faceva parte, seppur marginalmente, seppur in mezzo a tanti.
All'epoca, la fiumara di ragazzine che sciamavano nelle file dell'adorazione biblica di Legolas Greenleaf di Bosco Atro veniva chiamata 'il fenomeno Bloom'.
Io non le chiamavo. Le abbattevo direttamente a colpi di mortaio.
Mal sopportavo i giuramenti di eterno amore sul mio amato forum del Signore degli Anelli, e ancor meno tutti i commenti sulla presunta bellezza dell'imputato Bloom.
Mi inquinavano l'aria.
Io stavo a discutere dell'esclusione di Tom Bombadil dalla trama che, per quanto mi avesse offesa, riconoscevo insieme a Ryowen e Chandir un'effettiva necessità di copione per evitare che il film risultasse più prolisso di quel che già era, e in mezzo al topic che aprivo per mettere a parte le incolte menti sulla stirpe degli Elfi Alti, con il mio dottorato da dodicenne in astrofisica tolkieniana, mi spuntava fuori la tipa random, magari anche più grande di me, che se ne usciva con un < Si ma, cè, Legolas e popo figo.> che mi faceva andare su tutte le furie e uscire di testa contemporaneamente.
Così scrivevo lunghi interventi atti a sensibilizzare le masse sulla vera magia del film, che a mio modesto parere non constava tutta dentro le lenti a contatto di quello sbarbatello inglese.
Esatto.
" Lo sbarbatello inglese", detto anche in momenti d'ira "quell'ignobile bifolco incapace", era l'oggetto delle mie piccate e irreprensibili prediche, in cui uscivo sempre vincitrice tra gli applausi dei miei compari, le "persone serie", datosi che, per ragioni che facilmente immaginerete, nessuna delle pisquane di cui prima riusciva anche solo lontanamente a capire una parola di quello che dicevo sull'evoluzione della stirpe dalla prima alleanza in poi.
Così, per lungo tempo vissi felice sentendomi intelligente, trattata da bambina prodigio dai membri anziani, e da parigrado dai fan del libro e non delle lenti a contatto.
Finchè.
A una certa.
Smisi di trovarlo così insopportabile.
< Chandir.>
< Dimmi, Gil.> (Gilraen)
< Devo dirti una cosa.>
< E già so che non mi piace.>
Spiegazioni tra i denti, nonostante fossimo via sms.
< Cosa? Ma dicevi che era un incapace, un bifolco e un coglione!>
< Ma infatti. E' ancora incapace, bifolco e coglione. Solo che... mi piace.>
< Ah.>
< Non lo dirai a nessuno?>
< No.>
< E giura.>
< Giuro.>
Mattina dopo. Sul forum. Titolo a lettere cubitali.
" ABBIAMO PERSO ANCHE GILRAEN".
Conservo ancora il post stampato nel Moleskine. Fu incredibile. Mi misi a ridere. Come una pazza isterica. E più andavo avanti, leggendo le parole di sconforto di Chandir, e più ridevo.
In preda a una crisi isterica.
E il mio amico mezz'elfo concludeva così:< ... comunque, la nostra Gil ha resistito per più di un anno. Siamo tutti fieri di lei, per l'incalcolabile apporto che ha fornito a questo forum.>
Ricordo che mi sembrò un'epigrafe tombale.
Come se fossi stata colta dalla peste.
Una specie di malattia infettiva.
E sapete qual'è la cosa migliore?
Che tutti si dimostrarono colmi d'afflizione e tristezza.
Tutti, tranne le ragazzine del 'Fenomeno Bloom'.
< Ah! Lo vedi! Pefforza ti devi nnamorare di lui. E' troppo belllo. Cè, chevvale la pena di sciropparsi treoredi filllm solo pe vedello.>
< Ah ah ah, è kaduta anche la vstra paladina! Ma lo vedete. Cè. Orlando è Orlando. Lui è il + figo dl mondo. Tpp, cè. Neanke sembra vero. E brava Gil, bnvenuta tra di noi!!!!!!!>
In quel momento, desiderai ardentemente che Orlando venisse ucciso.
Messa in mezzo a un mare di kappe, di komunkue, di kosì, e di qnd, e di dv, e di xke, mi metteva una certa ansia addosso.
Lettrice da sempre e scrittrice da anni, non potevo sopportare quel mare di punti esclamativi. Le parole abbreviate mi sembravano singhiozzi. Eppure, io ero parte di loro.
Rifiutandomi categoricamente di mischiarmi ai vari tvbtvtbtvtttbmnsq, continuai per la mia strada della colta letteratura britannica del novecento, convincendomi a pensare a Orlando come a un accessorio del signore degli anelli, e non viceversa.
Ebbene, è ancora così.
Provai a iscrivermi a un forum su di lui.
Mi venne l'orticaria.
Ancora oggi, NON le sopporto.
Sfoghi di rash rosso fuoco sulle braccia, alla lettura di parole che mi ricordo ancora a memoria, a proposito del mio adorato Signore degli Anelli:< Cmq il film è na kazzata, vrament incomprensibile, manko m ricordo bn tutti i nomi dei protagonisti e nn sn sicura d aver kapito bn ql è la trama, xò vale la pena d andarselo a vedere sl xke c'è Orlando.>
Soloperchèc'èOrlando.
Malimortaccituoi.
Ne dedussi che la maggior parte delle ragazzine di cui sopra si erano arrischiate al cinema a vedere qualcosa che non fosse Moccia per due motivi:
a) Moccia non stava nemmeno nella mente di Dio, per la fortuna di tutti quanti.
b) Le avevano trascinate i genitori e/o avevano aperto il Cioè e si erano scontrate con Orlando.
Ma dedussi male.
Era proprio Legolas, che attraeva. Non il povero Orlando. Erano i capelli biondi. Il portamento felino. L'occhio vitreo.
Ah.
Boh.
Le odiavo. Le detestavo col cuore e con l'anima e, cosa ben più allarmante, mi ritenevo ingiustamente otto spanne superiore a loro.
Fin quando in classe il mio amichetto Fabrizio, col quale dividevo banco e merenda, rischiò il capestro con la seguente frase:< Ma, ragà- rivolgendosi alla scelta platea di galli e galline ovaiole di cui era composta la seconda B della Scuola Media Statale Giulio Cesare Lettieri - sto Orlando Bloom a me mi pare un gran coglione, sinceramente.>
Non l'avesse mai detto.
Vi prego di focalizzare la scena.
Una quasi tredicenne paonazza e livida di rabbia che urla in mezzo al corridoio, coi bidelli rintanati negli angoli e Fabrizio Delfrati a bocca spalancata:< TU NON CAPISCI NIENTE! NON HAI MAI CAPITO NIENTE E NON CAPIRAI MAI NIENTE! MA COME TI PERMETTI! IO NON LO SO! DI GIUDICARE LE PERSONE IN QUESTO MODO BARBARO INFORMANDOCI TUTTI DI QUANTO SEI IGNORANTE! MA TI SEMBRA POSSIBILE! E' UN ARTISTA!! LEGGI LE MIE LABBRA!! AR-TIS-TA!! E TU NON SEI DEGNO NEANCHE DI PRONUNCIARE IL SUO NOME, CRETINO!!>
Sbam. Porta del bagno che sbatte. Benedetta che salta i bidelli per rincorrermi, sibilando a Fabrizio: < Sette anni e non ha perso la pazienza neanche quando cancellarono i pokemon dal palinsesto. Sette anni che la conosco. Bravo. Idiota!>
Visto?
Diversa.
Certo.
Un'intera scuola messa a soqquadro, la prof di matematica che arriva e trova tutti fuori dalla classe con le recchie appizzate in religioso silenzio, Fabrizio a bocca aperta come un merluzzo, mentre urla isteriche giungevano soffocate dalla porta del bagno, recando le parole:< Benedetta, nonticimetterepuretu. Non sono innamorata, sant'iddio. Mi da fastidio, capito? Mi da fastidio che uno apra la bocca e dia fiato alle trombe. Capito? Capito?>
< Ma Emi, fino a settimana scorsa lo insultavi in due lingue!>
< Che c'entra! Il passato è passato! Ci tengo! Lo apprezzo! Capito? Che diritto ha Fabrizio di...>
e via discorrendo.
Quello, fu ufficialmente l'inizio della fine.
L'inizio di infinite conversazioni puntellate di <Benedè.> < Eh.> < Ma secondo te Orlando fa sesso?>. E Benedetta stava pure a pensarci. E poi, saggiamente, soggiungeva. < Non mi sembra il tipo. Secondo me ancora no.>
Voli pindarici di dodicenni con il cervello in rivolta.
Lei, intanto, si struggeva appresso a Tiziano Ferro.
Ora si sta iscrivendo a Legge, e Tiziano Ferro è rimasto in una nostro diario delle medie.
Ne è passata di acqua sotto i ponti di Gran Burrone, a quanto pare.
Ah, nel caso vi pungesse vaghezza: per la cronaca, io ho manifestato interesse verso il caro amico quando l'ho visto arronchiato su una sedia, con la cresta punk, che gesticolando come un vigile urbano e ridendo prevalentemente da solo, sotto l'occhio rassegnato di Ian McKellen comunicava al documentarista:< Gli elfi sono cool, man.>
Mh. Gli elfi sono cool. E quanti anni ha questo?
Va per i venticinque.
Ah. Andiamo bene.
Che c'hai?
Nolloso. Ha un chè di attraente.
Sarà l'età, Emi.
Ma ti risulta me ne sia mai fottuto qualcosa dei venticinquenni, a me?
Non la sua, idiota. La tua, età! La nostra.
Ah. Ma io preferisco Elijah.
Tu preferivi Elijah. Ora non più.
Mh. Vabbè. Tanto tra due settimane mi passa.

SEI ANNI DOPO.
Ehm... salve.

 


Shego; nostalgia, storie di vita vissuta, lo zahir; mi commenti (4) o no?




( domenica, 11 maggio 2008; 23:41 )

Tutti preoccupati dalla mia salute mentale.
Preoccupazione sufficientemente opinabile, a mio modesto parere.
Come stare lì a fare attenzione che il piatto non cada quando sai che è già a terra in pezzi, ma fingi, che non ce la fai ad accettare di dover prendere l'aspirapolvere e tirare via i frammenti, dicendo per sempre addio al manufatto di Capodimonte ereditato da zia Gelsomina.
Che bello, che ti guardi allo specchio e ti dici : si. Oggi c'ho tempo di fare un sacco di cose. Si. Oggi faccio una crociata alla riconquista dell'Universo, correggo un paio di encicliche a Ratzinger e se mi va di culo fondo anche un partito.
Certo. Ciao le balle. Scendi dal pero, per cortesia.
Oggi, mia cara me, non hai fatto una beneamata sega.
Sei stata a fissarti le mani nelle mani reprimendo antiche ferite, e anche quelle nuove, e possibilmente pure quelle che verranno.
Cinque film da Blockbuster, visti tutti ieri notte, con Elizabeth: the Golden Age che finalmente si aggrappa al mio cuore come sapevo già sarebbe successo, ricordandomi di qualcuno che conosco bene.
Liz. Sola. Impedita. Intrappolata nel suo ruolo, fin troppo, per permettersi di poter vivere.
Amore, amore, amore.
Quale amore?
Nessun amore che regga, con noi.
Mi sa che me ne andrò a vedere altri venti-ventidue film affogandomi con le patatine vertigo e le mie stesse, medesime lacrime.
Nel frattempo,

¢Ñ”, fανα ι ρÑιÐ¼α ¢αтєgσÑια вα¢Ðº ιи α¢Ñ‚ισи  sparecchia la tavola mentre    â˜†Bruja.☆     improvvisa un ballo sul tavolo aiutata da un geisha che passava di lì.


Shego; ho visto cose, chepalle, general hospital, peter pan boxing club; mi commenti o no?



Love will tear Emily apart, again.

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Seasons came, Seasons went
The winter stripped the blossoms bare
A different tree now lines the streets
Shaking its fists in the air
The winter slammed us like a fist
The windows rattling in the gales
To which she drew the curtains
Made out of her wedding veils.



Music and lyrics.

«And I called your name
Like an addicted to cocaine calls for the stuff he'd rather blame
And I touched your face
Narcotic mind from lazed Mary-Jane
And I called your name
My cocaine»


« See the stone set in your eyes
See the thorn twist in your side
I wait for you
Sleight of hand and twist of fate
On a bed of nails he makes me wait
And I wait without you »


« Privately divided
by a world so undecided
And there's nowhere to go
In between the cover
of another perfect wonder
And it's so white as snow
Running through the field
where all my tracks will be concealed
and there is nowhere to go.»

«Catch a cannonball, now, to take me down the line
My bag is sinkin' low and I do believe it's time.»

«To our love send a dozen white lilies
To our love send a coffin of wood
To our love send back all the letters
To our love a valentine of blood
To our love let all the jilted lovers cry
That people they just ain't no good.»

Io, me, Irene

Mentre Orlando Bloom veniva chiamato in Nuova Zelanda a recitare per il Signore degli Anelli, Emily scartava un pacco regalo di sua nonna, nel quale era contenuta la riedizione del libro.
« Forse non te ne ricordi- disse la nonna alla piccola Emily- ma quand’eri bambina, ancor più bambina di ora, nonna ti leggeva sempre queste favole di elfi e impavidi cavalieri, e piccoli esseri che cambiano un grande mondo. Tu sei come loro, tesoro mio. Così piccola, cambierai il mondo.»
« Nonna!- aveva protestato la bambina di nove anni- Io non resterò sempre piccola!»
« Oh si, meleth nin. Da qualche parte dentro di te, resterai sempre la bambina che sei ora, con gli occhi sgranati, davanti a un pacco regalo con la carta argentata.»
La nonna girò lentamente la copertina, scoprendo una scritta a penna. “A noi non è stata data l’eternità, ma io ho eterno l’amore che provo per te, figlia mia. Felicità. Nonna Teresa.â€
Emily aveva sorriso, si era arruffata da sola i capelli, e aveva aperto a pagina cinquantadue. “Una festa a lungo attesaâ€, recitava il titolo.


« I am the passenger,
and I ride and I ride
I ride trough the city backsides,
I see the stars come out of the sky
and all of it was made for you and me, cause it just belongs to you and me
so let's take a ride and see what's mine»
«Freak, come Bersani.
Irascibile, come Russel Crowe.
Orlando Bloom dipendente, come nessuno perchè di gente che è stata a tutte le premiere seguendolo come un'ombra, una ce n'è.
Isterica, come Sgarbi.
Colei che aprirà il primo fanclub di Pablo Neruda e Paulo Cohelo (che non esiste al mondo uno che sappia pronunciarlo bene).
Danzatrice di Tarantella Napoletana. Si, quella.
Vagabonda, come Keroak.
Con gli occhi a palla e che si dimentica le cose, come Dori del pesce Nemo.
Vittima di un'ingiusta barriera linguistica coi francesi, motivazione per la quale sta ancora prendendo coraggio per andare a Disneyland.
Affezionata consumatrice di marlboro e Ichnusa (la birra sarda. Che si trova appunto solo in Sardegna.)
... e appena mi viene in mente qualcos'altro, ne sarete tutti messi a parte.»

Angeli all'inferno

Perchè i bambini sono tutto ciò che abbiamo. Io sono sopravvissuta, molti non ce la fanno. Max combatte con coraggio questa impresa.
Max Frassi contro la pedofilia.
Sosteniamolo.
<

There's something about Emily

Dress Up Games, Doll Makers and Cartoon Dolls @ The Doll Palace

Looov, loov, looooov.

♥Peter Pan.♥ Freddie Mercury. Tim Burton. Nick Cave, quando canta al pianoforte coi Bad Seeds "People Ain't no good." Il vento, i libri, sua sorella Steph, il the alla pesca, le strade di Londra, la panchina sotto il London eye, la sensazione di poter dominare il mondo, cantare a squarciagola Bella Senz'Anima, fare le valige, gli aereoporti, i viaggi in generale, l'alba in Africa, il muretto sotto il Colosseo, la neve, la tavola da surf e quella da snowboard, le fragole, correre sotto la pioggia, i film disney, Quattro matrimoni e un funerale, i libri di Bambarèn, Clod, le canzoni di Iggy Pop, i film di Johnny Depp, Charro, gli occhi da eterno bambino di Orlando Bloom, i tatuaggi, il Mar dei Caraibi, Nancy Sinatra e Fight Club, John Ronald Reuel Tolkien, Peter Jackson, i pirati incluso Uncino, i giardini di Kengsinton, Leicester Square e St.Martin's Lane, Peter Pan e Campanellino, le superchicche e Criminal Minds, Gregory House e Getro Gibbs. Jools e le Vagabonde. Cantare storie.

Campo pure senza

I vittimismi, dormire congelata, l'ipocrisia, le fave, il retrogusto del bayleis, le camel che sanno di aria, la sambuca che sa di finocchio, la sabbia nel letto e la pioggia in motorino.

Cose da fare prima di morire

Vedere la Nuova Zelanda
Lavorare con Tim Burton
Fare surf nell'oceano
Tornare ad accarezzare la neve
Trasferirmi a Londra
Prendere l'Oscar per la miglior sceneggiatura
Lavorare con Tim Burton
Un maggiolone rosso
Tornare a Londra
Riabbracciare lo zahir
Imparare il motocross
Girare il mondo, pezzo dopo pezzo
Vedere il mio libro in libreria
Una kawasaki ninja nera
Un road trip per l'America a bordo di una Harley Davidson con Steph.
Lavorare con Tim Burton. E pure con lo zio Johnny.
Diventare sacerdotessa Wiccan
Cavalcare sulla spiaggia
Fare bunjee jumping
Paracadutarmi da un aereo
Reggere un'aquila su un braccio
Far prendere l'oscar allo zahir con una mia sceneggiatura.
Imparare a ballare 'La Spagna in Panico'.
Ammazzare Miranda Kerr. Brutalmente.

Cose già fatte. E non sono ancora morta.

Abbracciare lo zahir
Dare un bacio allo zahir
Vedere Londra
Vedere uno squalo
Trovare un editore.
Innamorarmi tra le pagine di un libro.
Scrivere una canzone.
Piangere seduta ad Hyde Park
Credere nelle fiabe. Sempre.
Molestare una statua a Madame Tussaud's.
Fare il bagno ai Caraibi.
Bere vino di cocco e ballare con i masai in Africa.
Raccontare fiabe e insegnare giochi ai bambini in Africa.
Innamorarmi di un insegnante di tiro con l'arco.
Innamorarmi di uno che somiglia allo zahir.
Imparare che i surrogati non servono a niente.
Rassegnarsi al fatto che non sarò mai una persona seria.
Andare raminga per il mondo. E continuare a farlo finchè respiro.

I believe, I do.

"Noi siamo quello che proteggiamo, io credo.
Quello per cui lottiamo."

Vagabonda.

La via prosegue e non ha porte
lungi dall'uscio dal quale parte,
ora la via s'è spinta ancor oltre,
devo seguirla contro ogni sorte...


«Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto, fino al mattino
e la strada la trovi da te
porta all'Isola che Non c'è.»

Tipi loschi.

Steph is a warrior
Vince is a freak
Visit our good friend Sweeney
She ain't got no wings
Puppet lady and her scar
Izzy: a star in a stone
Jill McKenzie runs through
Coram is a rocket man
Franz is a vagabond
La Linzi, Bohemian like me.

Peter Pan boxing club.

Jo
Brandy
C
Andy


Nar

Psiche pericolante ET frammentaria in:

chepalle
foglie di tè verde
general hospital
ho visto cose
lo zahir
london calling
mal di corazòn
nostalgia
peter pan boxing club
problemi esistenziali
storie di vita vissuta
thereshegoes

And days go by...

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008

Paia di occhi, quota:

*loading*

Carico di cipolle d'ordinanza:

La sottoscritta:

Steph:

La Jo

more to come soon.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

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